sabato 19 novembre 2011

Tutti gli uomini del Presidente - Renato Balduzzi

Renato Balduzzi - Giorgio Napolitano


Presidenza della Repubblica [Attribution], via Wikimedia Commons


Renato Balduzzi - Ministro della Salute

Anche nel caso di Renato Balduzzi abbiamo un curriculum vasto e variegato, da cui si evince senza particolare difficolta' la vicinanza all'ala sinistra della vecchia DC, anche solo per i rapporti con Rosy Bindy (sia per i DiCo che per la riforma sanitaria), che tra l'altro l'ha inserito alla vicepresidenza dell’Osservatorio sulla famiglia.

E' stato Presidente nazionale del Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) legato ad Azione Cattolica e dirige "Coscienza", il bimestrale del Meic.


Dal punto di vista dei "temi caldi" legati al ministero della Salute si puo' trovare su Bioetica un post molto circostanziato e preciso sul nuovo Ministro. In estrema sintesi, e' un cattolico ma almeno non e' un integralista, a giudicare dalle sue posizioni sul caso Englaro.

Come cattolico sembra infatti abbastanza aperto, tanto che
in occasione del referendum sulla legge 40, [...] auspicò “di fare insieme un supplemento di riflessione”

Anche dai suo scritti apparsi in "Coscienza" ci si puo' fare un'idea della persona che reggera' il Ministero della Salute.
In Riflessioni sullo Stato costituzionale laico (Coscienza, n. 3/2009, pp. 7-14.) afferma
Certo, non di sola laicità vivono gli uomini e le donne del nostro tempo, ma sarebbe errato sottostimare l’influenza crescente della dimensione spirituale.
Se è vero che non tutto va chiesto alle leggi e che opportunamente viene spesso richiamato quel passo di "A Diogneto" secondo cui i cristiani obbediscono alle leggi della città, ma con il loro comportamento superano le leggi, è pur vero che un allargamento del confronto sulla rilevanza spirituale delle leggi della città non
potrebbe che giovare: in una prospettiva appunto laica (ma non laicista), quale quella ricavabile dalla nostra Costituzione.
dando l'idea di credere che le leggi debbano essere basate su un minimo comun denominatore di valori, che poi i cattolici possono tranquillamente comportarsi in maniera da "superare" (ovviamente in senso positivo) le leggi:
in ogni specie di dovere [i cristiani] facevano più e con più perfezione di quanto dalle leggi stesse erano obbligati. "I cristiani obbediscono alle leggi che sono sancite, e col loro genere di vita superano le stesse leggi".

Concetto in qualche modo ripreso, e ampliato, in Il diritto costituzionale tra fede e ragione,
(Coscienza, 2007, n. 3, pp. 26-29.) dove afferma
il cambiamento è un elemento che caratterizza la ricerca della verità e non ne costituisce la negazione
[...]
Non si possono chiedere tolleranza attiva, rispetto effettivo e valorizzazione della propria esperienza religiosa quando si è minoranza e dimenticare questi valori, o più semplicemente non denunciarne la violazione evidente, quando si è maggioranza.
[...]
Affermare l’eguale libertà davanti alla legge delle confessioni religiose può allora coesistere con la valorizzazione della credenza maggioritaria, purché siano rispettate le esigenze di protezione delle
minoranze.
Ancora, ha attaccato, in maniera piu' o meno velata, i teocon alla Pera e Ferrara:
«La Chiesa non può essere ridotta a potere tra i poteri», o ad «autorità morale» con la quale «stabilire alleanze» in vista di «un'antistorica diffusione di una sorta di religione civile»
Da quanto sopra mi sembra che avremo a che fare non con un integralista, ma con una persona dotata di cervello, che riesce a scindere il proprio credo e la propria fede dalle liberta' individuali
di chi quel credo non condivide.

Infine, ha parlato a favore degli ultimi referendum ed ha firmato un appello in difesa della
Costituzione ed e' stato attivo nei comitati Dossetti per la Costituzione.

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