venerdì 18 novembre 2011

Tutti gli uomini del Presidente - Paola Severino Di Benedetto

Paola Severino - Quirinale
Presidenza della Repubblica [Attribution], via Wikimedia Commons

Paola Severino Di Benedetto - Ministro della Giustizia

Premessa: non amo gli avvocati.Il vecchio detto "Cosa sono 100 avvocati morti? Un buon inizio" rispecchia abbastanza il mio pensiero.
Questo perchè trovo assolutamente inconcepibile che una persona possa difendere un colpevole, sapendo che questi ha commesso un crimine, cercando in ogni modo di non fargli pagare lo scotto di quanto ha commesso.
Sicuramente è un mio limite, ma è giusto per specificare, a scanso di equivoci, che sicuramente la mia obiettività è viziata da un "peccato originale".Alla giustizia avrei visto decisamente meglio un giudice, secondo me più consono al ruolo.

Ad ogni modo, su Wiki si trova la lista delle persone che la Sig.ra Severino ha patrocinato, che tocca indistintamente tutto l'arco politico ed industriale.A volte ha avuto successo, a volte a perso, come è normale che sia.
Il suo curriculum sul sito della Luiss è a dir poco impressionante, soprattutto, imho, per quanto riguarda l'aver fatto parte della redazione dell’Enciclopedia giuridica Treccani.
E' stata collaboratrice di Giovanni Maria Flick, che l'aveva fatta vicepresidente del Consiglio della magistratura militare e nel 2002 stava per entrare al Csm come vicepresidente (ma a quanto pare la nomina sfumò per ragioni politiche che non sono riuscito a trovare).
E' decisamente una professionista molto stimata e anche molto ricercata, visto che nel 1998 aveva dichiarato un reddito di 3,5 miliardi delle vecchie lire (altrove ho trovato 3,3), e a quanto pare tiene molto ad onorare i propri impegni (usando un elicottero per non arrivare troppo in ritardo ad una lezione).

E' una amante del teatro, tanto da recitare lei stessa. Non per denaro, ma per passione e anche per raccogliere fondi per fini benefici.

Come inclinazione politica, ho alcuni dubbi.
Se ho trovato che fosse fortemente voluta dagli uomini di B., tanto che il suo nome è stato considerato tra i sostituti di Alfano, ho anche trovato un articolo in cui la si accusa di essere troppo vicina a Prodi (per averlo difeso e per l'amicizia con Giovanni Maria Flick, ministro della Giustizia del governo Prodi I),ma visto che è un articolo di Libero, questo lascia il tempo che trova.
Sembra di contro essere amica di Augusta Iannini, la moglie di Bruno Vespa.

Altrove ho trovato che è vicina all'Udc, che tra l'altro l'aveva sponsorizzata per il posto al Csm (ricordo di averlo letto, ma non riesco a ritrovare il link).
Sembra quindi abbastanza rispettata da destra e sinistra.

L'Anm e l’Unione delle camere penali paiono aver apprezzato questa nomina, in quanto è sempre stata molto equilibrata e non ha mai formulato giudizi sui giudici. Vero che questo potrebbe essere anche dovuto al fatto che non considera casta i giudici, altrimenti anche gli avvocati e i notai dovrebbero essere definiti come tali, e che considera senza senso parlare di toghe rosse.

Ha più volte parlato di riforma della giustizia e riforma delle professioni legali. Reputa (ovviamente) che gli avvocati diano un grande servizio alla giustizia ed è stata membro di commissioni ministeriali per la riforma della legislazione penale e processuale (in ultimo quella sul codice penale presieduta da Giuliano Pisapia).
Si è scagliata più volte contro la pubblicazione arbitraria degli atti di indagine e delle intercettazioni e l'impunità di questa prassi e a favore della razionalizzazione del sistema penale.
Ha parlato inoltre dell'evidenza del sovraffollamento carceriario, ricordando come vi siano carceri costruiti e abbandonate e ha fornito come possibile soluzione l'uso di pene alternative per i reati meno gravi (e.g. imbrattamento dei muri).

Si è scagliata invece contro le intercettazioni, che a suo avviso

in fase di giudizio si rivelano spesso inefficaci sul piano probatorio, laddove indagini di tipo tecnico (analisi contabili, flussi di denaro), sono molto più efficaci per accertare reati economici e di corruzione

e ha quindi insistito

sull'utilità di recuperare una "normalità" nell'uso degli strumenti di indagine, soprattutto nel senso di adottare di volta in volta quelli più opportuni

questo perchè vi sarebbe stato

un appiattimento ed una assuefazione ad avvalersi di esso [le intercettazioni telefoniche], a scapito del ricorso, a volte più faticoso ed impegnativo, a strumenti di indagine classici, come la prova testimoniale e la prova scientifica.

che avrebbe causato un

aumento dei casi di delitti (per i quali l’intercettazione risulta inefficace) rimasti irrisolti per carenze investigative dovute alla desuetudine di tecniche di intervento immediato, come interrogatori, convocazioni di testimoni, esame del contesto ambientale e di relazioni della vittima, acquisizione ed analisi di documenti.

e di conseguenza

dobbiamo invece insistere con forza affinché entrino in vigore le nuove e più restrittive norme a tutela della segretezza e della libertà di comunicazione più volte preannunciate, ma ancora non operative

Insomma, in definitiva, mi pare che sia, per lo meno come idee sulle intercettazioni, più vicina a quello che è il pensiero della destra. Ed essendo la Sig.ra Severino un avvocato, posso capire che le crei non pochi problemi cercare di salvare un proprio assistito che confessa un crimine e viene intercettato.

Ma alla giustizia, in senso lato, non dovrebbe interessare maggiormente scoprire la verità circa un potenziale crimine?

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