giovedì 17 novembre 2011

Tutti gli uomini del Presidente - Lorenzo Ornaghi


Lorenzo Ornaghi - Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Dalla biografia su Wiki (che alle 15:33 del 16/11 era gia' aggiornata) e da quanto letto su Caidoo sembra essere decisamente legato a Oltretevere, tanto che viene definito "ruiniano", sia per l'impiego alla Cattolica che per i vari incarichi (vicepresidente di Avvenire per cominciare).

La rivista Vita e pensiero mi lascia alquanto perplesso, soprattutto per il Manifesto medievalista, non poco integralista.
Tuttavia se le origini di questa rivista possono essere alquanto "problematiche" (ovviamente per il mio modo di pensare) nulla vieta che le cose possano essere cambiate nel tempo.

Una semplice ricerca sul sito della rivista mi ha dato una decina di risultati.

Purtroppo buona parte degli articoli non sono liberamente consultabili, ad eccezione dell'abstract.
Ho trovato interessante L’Italia e l’esigenza di un nuovo guelfismo, completamente disponibile sul sito.

Praticamente lo stesso testo, intitolato questa volta Sul Presente e il Futuro dell’Italia presentato il 2 dicembre 2010 al X Forum del progetto culturale, l'ho trovato su Progetto Culturale.
In questo documento il Sig. Ornaghi presenta una forma di federalismo solidale, che a suo dire potrebbe rispondere alle esigenze di cambiamento e di riforme che necessitano all'Italia. In particolare identifica tre principali linee di riforma:
La prima è quella delle riforme propriamente costituzionali; la seconda, più ampia, è scandita dalle riforme istituzionali; la terza è la riforma (o la pur difficile e magari poco probabile autoriforma) dei partiti, quale condizione necessaria per l’incremento di
rappresentatività e di qualità complessiva del ceto politico.

Per quindi affrontare questi cambiamenti, incluso il federalismo solidale, serve una nuova classe politica e di rappresentanza sociale, radicato sul territorio.
E qui entra in gioco il nuovo guelfismo, ovvero "affermare l’idea e la realtà di italianità quale dato storico (insieme, culturale e popolare), di cui gli essenziali e più duraturi elementi sono religiosi, cattolici", essendo infatti le idee cattoliche le "più appropriate alla soluzione dei problemi del presente", ma stando attenti, visto che "quando la visione cattolica della realtà stemperasse i propri elementi costitutivi, mischiandoli e omologandoli a quelli delle concezioni ideologiche del Novecento o dei loro scampoli attuali" la visione cattolica ne riuslterebbe fiaccata.

Insomma, i cattolici sono in una posizione di vantaggio culturale rispetto al resto del mondo. E devono mantenere la loro "purezza" per poter approfittare di questo vantaggio.

Le convinzioni del Sig. Ornaghi si evincono anche da un'intervista che ho trovato su La Sfida Educativa, dove afferma che
una deriva relativistica nella comprensione dell’umano e nella sua più autentica promozione stiano rischiando di compromettere il futuro e la felicità di innumerevoli uomini e donne

e quindi
solo recuperando la consapevolezza profonda del bene umano, della sua bellezza e della sua concreta possibilità, saremo in grado di accettare le sfide poste dalla realtà contemporanea

Insomma, un cattolico convinto che la propria religione sia la migliore (beh, comprensibile) ma che per rimanere tale non deve mischiarsi con altre ideologie, e deve rimanere di base tal quale.
Una chiusura niente male alla possibile evoluzione del cattolicesimo che, nel pensiero del Sig. Onaghi, e' pefetto cosi' com'e'.

Anche (o forse dovrei dire ovviamente?) un anti relativista.

E' quindi legato a doppio filo con quei personaggi che farneticano circa la fantomatica "legge naturale" e i vari "principi non negoziabili" che tanto male stanno facendo all'Italia, rendendola una nazione sempre più arretrata nel campo dei diritti della persona e dell'autodeterminazione.

Sinceramente, da quello che ho letto (sempre su Progetto Culturale si possono trovare un miglilaio di documenti in cui il nome del Sig. Ornaghi è presente, e dare una scorsa a tutti è stato
parecchio lungo) non ho una grande fiducia in quello che potrà fare, dal punto di vista della libertà di coscienza, dei diritti della persona e dell'etica.

Posso solo sperare che, vista l'indubbia cultura, il Sig. Ornaghi possa essere in grado di considerare il bene anche di chi cattolico non è e non vuole diventarlo (o tornarlo).


Anche se, visto che (grassetto mio)
La sua attività scientifica è soprattutto orientata all’analisi delle trasformazioni dello Stato e della società, allo studio dell’integrazione politico-istituzionale dell’Europa, alle
indagini sulle forme di rappresentanza e organizzazione degli interessi.
ho poche speranze in merito

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