lunedì 17 maggio 2010

Ingiustamente o giustamente licenziato?


E' notizia di pochi giorni or sono il licenziamento di una persona che non riusciva ad essere puntuale sul lavoro.
A sommi capi:
  1. Alex Barbieri, dipendente della Bigarella di Cassano D'Adda esce dalla Cassa Integrazione e ricomincia a lavorare
  2. Gli accordi col proprietario dell'azienda,Michela Balbiani, gli dice chiaramente che deve cominciare alle 7
  3. Prima della CI Alex Barbieri cominciava a lavorare alle 8
  4. Si presenta più volte alle 8.30 visto che doveva portare all'asilo il figlio e anche la moglie faceva i turni
  5. Dopo il terzo richiamo viene licenziato e va a piangere sulle spalle dei sindacati, adducendo che la "gestione dei distributori automatici di caffè non può prevalere sui doveri di genitori previsti dalla Costituzione"
Ora, come padre di due bambini mi ritrovo anche io, a volte, a dover fare qualche salto mortale per coniugare impegni lavorativi con quelli familiari.
Non troppo spesso, grazie al lavoro che faccio.
Tuttavia...
  1. Barbieri ha accettato il nuovo orario quando è stato riassunto. Non lo sapeva prima che doveva portare il figlio a scuola?
  2. Tutti i vari difensori della famiglia dove sono quando si tratta di avere un servizio di garderie per i bambini se i genitori hanno turni la mattina presto?
  3. Come mai non ha cercato, il sig. Barbieri, una soluzione con la moglie, cercando di spostare i turni di quest'ultima o cercando un accordo con la ditta (chessò... tre giorni la settimana il primo turno, gli altri il secondo)?
  4. Se il bambino va all'asilo, gli orari di ingresso non sono troppo restrittivi. Non poteva portare con se il bambino (ovviamente concordando la cosa con l'imprenditrice) e lasciarlo all'asilo dopo le prime consegne?
  5. Come mai prima della cassa arrivava alle 8 e ora alle 8.30?
  6. In un periodo di scarsità di lavoro, è davvero il caso di fare queste cazzate?
  7. Se un'azienda ti riprende a lavorare e ti chiede sacrifici, gli stessi sacrifici non li sta facendo anche l'imprenditore/trice?
  8. Non si poteva organizzare con altri genitori?
Mah... a me la faccenda non torna, in nessuno dei due sensi...

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Un giudizio spassionato?
Questo signore o è un coglione, oppure si crede un gran drittone... di quelli che sono convinti il mondo giri in funzione delle loro imprescindibili esigenze e che tutto gli sia dovuto a priori, per qualche impercrutabile principio divino.
Di questi tempi, un impiego bisognerebbe tenerselo stretto. Dopo di che, giusto o sbagliato che sia, alle aziende non gliene frega niente delle tue necessità. Sei tu che devi organizzarti. E anche il più cretino dei cretini dovrebbe sapere che il modo migliore per farsi cacciare è la ripetuta violazione dell'orario, senza dover per questo scomodare addirittura la Costituzione!
Tra genitori, suoceri, parenti, amici, vicini di casa, moglie... 'sto tizio non è riuscito a trovare nessuno disponibile ad alternarsi per portare il bimbo all'asilo?!?
Cos'era? L'ultimo padre rimasto sulla Terra? Perché i suoi colleghi non hanno figli piccolini da accudire?
Certo che ora ne avrà di tempo per dedicarsi al bambino e "rispettare i suoi doveri di genitore previsti dalla Costituzione".
Ribadisco... è proprio un coglione!